
VEGLIA
Dopo l’ansia, mi accogli:
silenziosa e incosciente,
distesa sul tavolo
di questo mondo
tristemente indolente.
Quali oscene parole
nascondo da me?
Pornografica realtà,
celata,
senza coraggio,
condivisa solo dalla maschera persa nel tempo.
Il tuo sguardo mi perde:
fisso
non vaga.
Prendi ancora la forma del mio corpo
nel sonno,
rallenta il respiro al rumore dei passi in strada.
Veglia!
che io possa essere ancora
davanti al mattino.
S.M. tdr 20/09/16
foto: web
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