Prometti di portarmi ai giardini della Vetra.
Li conosco da sempre
quei prati spelacchiati di città.
Li ho visti invasi dagli ormoni di futuri giovani geometri,
ogni giorno con il sole al centro.
Li ho visti percorrere rapidamente
da cittadini per bene e frettolosi,
impauriti,
dall’assenza di realtà fatta di siringhe al suolo.
Li ho visti deserti,
le sbarre alte al cielo
a tener pulita la nostra fallace coscienza.
Restano,
sempre identiche,
le sagome rotonde e perfette della basilica:
il giorno e la notte a presidiare il tempo.
Ti ho incontrato ai giardini della Vetra,
amore mio,
una sera d’estate
con un’idea di pioggia
e un lontano canto
napoletano.
Vorrei sdraiarmi lì,
rivedere il cielo come era,
risentire quell’erba così fecondata di gioventù e peccato.
Prometti di portarmi ai giardini della Vetra …
S.M. tdr 27/11/16
FOTO:WEB