lunedì 28 novembre 2016
















Sono fiori di campo.

Comparsi,
improvvisi,

nel verde.

Punti di colore.

Tarassaco di primavera.

Ranuncoli selvatici.

Papaveri,

bottoni di rosso nel giallo arso d’estate.

Corolle al cielo

ondeggiano al vento.

Steli fragili e teneri.

Una volta raccolti,

si raggomitolano nel piccolo bicchiere

e non c’è mai acqua abbastanza

per la loro sete

S.M. tdr  28/11/16
FOTO: WEB

domenica 27 novembre 2016











Prometti di portarmi ai giardini della Vetra.

Li conosco da sempre

quei prati spelacchiati di città.

Li ho visti invasi dagli ormoni di futuri giovani geometri,

ogni giorno con il sole al centro.

Li ho visti percorrere rapidamente

da cittadini per bene e frettolosi,

impauriti,

dall’assenza di realtà fatta di siringhe al suolo.

Li ho visti deserti,

le sbarre alte al cielo

a tener pulita la nostra fallace coscienza.

Restano,

sempre identiche,

le sagome rotonde e perfette della basilica:

il giorno e la notte a presidiare il tempo.

Ti ho incontrato ai giardini della Vetra,

amore mio,

una sera d’estate

con un’idea di pioggia

 e un lontano canto napoletano.

Vorrei sdraiarmi lì,

rivedere il cielo come era,

risentire quell’erba così fecondata di gioventù e peccato.

Prometti di portarmi ai giardini della Vetra …

S.M. tdr 27/11/16
FOTO:WEB










UN'OCA DA FOIE GRAS
Dalle palme inchiodate,

sei un’oca da foie gras:

piume bianche

nutrite dal tubo.

Ingurgiti tutto,

avida

di un ultimo piacere di vita.

Animale.

Tutto il veleno del mondo

convogliato nel tuo fegato prezioso.

Non è quasi più dolore,

ma non è piacere.

Succhi,  

instancabile.

E più succhi più il tuo fegato pesa,

prezioso-

Ignara e dimentica del chiodo alle palme,

succhi il mondo

avvelandoti.

S.M. tdr 26/1/16

mercoledì 23 novembre 2016









Emozione breve

infiamma l’animo e si spegne,

si quieta.

E’ vita

dalle visceri partorita

quasi in un attimo.

Un vagito

dura quasi un secolo,

mutando.

E’ un alito di suono.

Ci passiamo accanto

S.M. tdr 23/11/16
FOTO: WEB

martedì 22 novembre 2016

















Cosa mi rimane di te?


Un ovale accennato,


imperfetto.


Una bocca da percepire


in questo assurdo biancore.


Capelli ribelli,


quelli sì


sono i tuoi:


tranquilla,


me ne preoccupo meno.


Ti rivedo nelle mie mani


e gli altri ti rivedono in me,


ma io non ti vedo.


Ti cerco ancora


nel mucchio di occhi invadenti.


Ti trovo


quando non riesco ad arrendermi.


S.M. tdr 22/11/16

lunedì 21 novembre 2016










Distratta,

assorta a guardare il sole.

Scendeva dietro la montagna.

Il LUPO entrò

dentro l’ovile,

silenzioso

a sgozzar le pecore.

Il sole era ancora lì,

ma continuava a scendere

imperterrito e lento.

Il LUPO,

sazio,

era scomparso.

Desideri,

volontà

e sangue

a terra.
Echi di vita risuonano
lontani

S.M. tdr 21/11/16

foto web

domenica 20 novembre 2016












Nulla è cambiato


Stessi occhi,


pieni di pioggia.


Stesso naso,


camuso.


Stessa bocca,


accennata all’ingiù.


Un cespuglio in testa:


esterna immagine di confusione.


Stesse identiche mani


dai polsi dolenti.


Nulla è cambiato,


poiché nulla cambia


affinché tutto cambi.


S.M. tdr 20/11/16

giovedì 17 novembre 2016














Missa est!

Di mille suoni

cantata,

di mille lamenti

vissuta.

Liturgia della vita

risorta dopo la tragedia,

forse.

Siamo uomini,

non dei.

Missa est!

Falsamente recitata,

non ancora compiuta,

ma annunciata

dal color dei volti,

dai pensieri che si fan sguardi

e gesto

e parola.

Ite, Missa est

Cercate pace.

S.M. tdr 17/11/16
FOTO WEB

mercoledì 16 novembre 2016













A tempo perso,


il mio,


cancello il bianco dal foglio.


E’ un antico mestiere,


scoprire parole nascoste.


Tutto già esiste,


nulla si crea.


Serve solo pazienza


per togliere briciole bianche


dal nero che già vive.


Il mio,


il tuo.


Sarà tutto lì,


pronto,


per occhi attenti al nero emergente


oppure distratti dal bianco opprimente.


S.M. tdr 15/11/16

martedì 15 novembre 2016














Giorni di libera uscita

Esco e rientro,

come le maniche di un cappotto,

come la fodera di quel vestito

che mi si appiccicava ai fianchi

come i tuoi sguardi.

Esco e rientro

da quella camicia un po' larga

che anche la vita

passava più comoda.

Esco e rientro

come piedi dagli stivali,

da scarpe con tacchi alti

dalle corse veloci,

dai balli sfrenati.

oggi, esco e rientro

da me.

Prometto, rientro.

S.M. tdr 15/11/16

domenica 13 novembre 2016










sindrome del Kleenex

Sei un quadratino bianco,

semplice e morbido,

utile al momento:

pronto ad accogliere il tuo fetente muco.

Inutile,

un attimo dopo.

Buttato in un cestino un qualsiasi.

Sei figlia desiderata, amata

e poi giù

nel cestino.

Amante fantasiosa

e conturbante

e poi, giù nel cestino.

Donna attenta ed impegnata

e poi, giù nel cestino.

Ti senti bagnata

del muco maleodorante,

delle tue lacrime,

della tua lotta

inutile,

vai cara,

vai giù nel cestino
e taci.

S.M. tdr 13/11/16

sabato 12 novembre 2016













IL PRINCIPIO DI ARCHIMEDE
Girovagando tra le parole

mi ritrovo,

davanti al mare.

Improvviso.

Acqua

dall’immenso potere.

Tienimi per mano,

ché tanto mi lascerò andare

a peso morto

e di schiena.

Così che il freddo non mi ferirà,

ancora.

Sarà benefico abbraccio,

sorretto da leggi eterne.

Galleggio,

guardando il cielo,

un po’ meno sereno.

S.M. tdr 12/11/16

venerdì 11 novembre 2016


 








Domani piove,

si dice.

Scenderanno gocce,

che ribelle

la testa non vorrà sentire.

Ombrelli abbandonati in terre di acqua da cielo, da terra, dall’aria.

Bisognerà solo fare attenzione al fango.

Materia d’acqua,

appare solido e certo

all’occhio.

Infido al passo.

A passarlo ti sporchi.

Alla fine, ci nuoti

e ti par di arrivare

in fondo

alla riva sana.

Lercio sarà il tuo corpo,

forse ancor di più lo spirito.

Agganciato alla terra,

sarai troppo pesante.

S.M. tdr 10/11/16

lunedì 7 novembre 2016












Arriva il picchio

e picchia,

per definizione.

Sistematico e insistente,

dove son fragili

le fibre.

Sonda.

Le sente.

Si aggrappa e batte,

con la sua testa colorata,

ché vermi e larve

sa di trovare.

Non son fragili e nuovi virgulti,

quelli li lascia ai vermi di terra.

Batte e ribatte

sul tronco maturo,

che solido mai è

se non allo sguardo distratto

del nostro occhio.

Alberi immoti

dalla vita sempre troppo breve.

S.M. tdr 07/11/16

giovedì 3 novembre 2016










Siamo solo parole

passate tra le reti

dei colini di pasta.

Sfuggono dalle borse ai mercati

tra un sedano e il basilico.

Sfiottano violente,

dirette,

trasportate dai telefoni

di ogni generazione.

A volte fluttuano

in capsule auree,

tra quattro mura solide:

cemento e ferro

per tenerle segrete.

Son parola di donne,

suono intenso di vita:

la nostra,

la loro …

Paiono parole.

Non conosco neppure il tuo nome,

ma nel vuoto non aveva senso chiederlo.

S.M. tdr 03/11/16
FOTO : WEB







Senza di me
Finiranno questi momenti

di tristi menzogne,

e di bassi inganni:

neanche tra amanti si mente così.

Così in basso non si finisce.

Finiranno

queste sere tra il serio e il passato.

Oggi è passato,

come anche il futuro

e forse anche il domani.

Finiranno le attese

e si potrà dormire

perché per il troppo pensare

la notte diviene giorno in fretta.

Ho bisogno di tempo

anche senza di me

S.M. tdr 03/11/16

mercoledì 2 novembre 2016









sentimento, madre
Eri solo realtà

e ben poco sentimento,

ma Santa era il tuo nome,

Dea dell’Universo

ed ancora il mio cielo è pieno

della sola tua gloria.

Generando,

nutrendo,

curando,

vivendo fino a lasciar andare.

Lasciami andare,

lasciandoti andare.

Non si può esser divini in eterno.

Non si può durare in eterno, dal vero.

Questo è il ricordo,

Questa sono.

Grazie.

S.M. tdr 02/11/16