martedì 27 dicembre 2016













tessendo

ho troppi fili tra le dita.

si sfilacciano i peli di un gilet di fretta:

sfrangiato in un ascensore.

I fili di una gonna rossa:

sfilata in un motel a ore.

Lampi di paillettes su velluti neri

e gambe svelte.

Si raggrumano le fibre del Natale,

si lasciano andare,

lente,

come i fili di una lana filata a nuovo:

lunga come raggi di sole.

Intreccio le dita sul telaio,

faccio giusti nodi:

per non dimenticare ogni filo,

tendo la rocchetta.

Passano le parole,

veloci,

passano gli anni,

intensi

passa la tela:

fissa e pulita,

un cenno di luce qua e là.

accadono giochi di luce,

lasciano

tessuti preziosi.

S.M. 27/12/16
FOTO WEB

sabato 24 dicembre 2016








Mostarda
giornate lievi

avvolte da nastri e luci,

vuote dentro.

Sono giorni di mostarda.

Rossa è la ciliegia

turgida e invogliante.

Frutto del paradiso,

avvolto in dolce melassa,

si offre alla bocca vogliosa.

Infine, lo addenti

ed ecco l’amaro tra i denti:

forte e deciso.

Respiri forte,

ma arriva al cervello

come il Natale:

così dolce e melenso,

così violento e crudele.

Anno per anno, viviamo ancora un poco.

S.M. tdr 23/12/16
foto : web

martedì 20 dicembre 2016














Si scopre il capo,

svela anche gli occhi,

ché non può più essere Madonna dolente

deposta al centro di un’idea di chiesa

Ha già pianto abbastanza

per questo mondo

inutile

che le ha tolto il figlio

e per quell’altro,

dove i figli cadono

dimenticati.

Mi scopro il capo

ma anche la mente

ritrovandomi

al centro di un’idea di chiesa,

piantata nel ventre della mia storia.

Attraverso mura di vetro,

attraverso un secolo:

ritrovo il nostro orrore.

S.M. tdr 19/12/16

domenica 18 dicembre 2016










In assenza di Manuali

Ho condiviso i fatti,

freddi come lampade di corsia,

ma non posso spezzare il mio pane.

Ne ho gustato la fragranza e il profumo,

l’ho sentito tra le mani

ancora caldo di forno.

Mi sono saziata

della mollica dolce

in un tempo interminabile,

almeno così pareva-

Sono arrivata alla crosta

e ancora era croccante.

Alla fine,

erano rimaste solo le briciole:

le cercavo con le dita

nel fondo del sacchetto

dalla carta marroncina.

Pungevano palato e  gola,

ma era ancora il mio pane…

spezziamo tutti la nostra pagnotta di vita:

è un atto unico,

da raccontare.

S.M. tdr 18/12/16
FOTO: WEB

venerdì 16 dicembre 2016






Resti di caccia
Poiché tutto arriva dalla realtà …

ho cercato di pulire,

affannata,

quella tovaglia gialla

Macchiata dal sangue aperto

delle beccacce,

delle anatre cadute a tiro facile in botte,

dai daini delle estati.

Giacevano le penne,

i peli,

i botti e i lamenti.

Ho cercato di ripulire,

al meglio,

la tovaglia gialla.

Ora, restavano solo le grida_

compagne meste

del mio pasto.

S.M. tdr 16/12/16

martedì 13 dicembre 2016




Natale compiuto

Girandoci intorno,

quasi come quella serpe,

ho sondato il tronco,

ho scalato i rami

fino al puntale.

Da lassù,

par tutto in ordine

in piramide perfetta.

Dondolandomi a lungo

ho goduto il panorama.

E poi, son partite le luci:

un’esplosione di chiarore,

perfetto lampo di confusione.

Caduta,

senza ornamento alcuno,

respiro in doppio:

“fiat lux”

pare si disse.

S.M. tdr 13/12/16

mercoledì 7 dicembre 2016





















Grace Kelly

Saltello sul divano,


balzello sul tappeto del soggiorno:


folle danza di mezzanotte


dalle braccia morbide


e la testa sciolta.

Abbandonata,


ritorna


quell’adolescente impertinente,


che perse il cerchietto


e la voglia di tenerselo in capo,


che mai voleva diventar “signora”.


Torna con quei suoi ricci ribelli


e la voglia di piacere;


torna con i suoi occhi puliti


a volte un po’ tristi.


Non c’è mai stata una buona idea


per smettere di crescere.


E’ stato solo necessario vivere,


vivere tutto e fino in fondo.


Sono gli istanti di vecchiaia,


sono quelli che uccidono,


sono quelli che tolgono follia,


sono quelli che ammazzano il sogno


E non sono rimorsi,


ma certi rimpianti


perché la vita è solo mia


e se mi giro


il collo si avvolge.


S.M. tdr 07/12/16
Foto:web

domenica 4 dicembre 2016





So di anni ’70,

colori lanciati in grida al cielo

con gonne a fiori

roteanti

e zoccoli rumorosi.

So di scarpe con il tacco

e lustrini dovunque.

So di musica a stordire

fino al mattino.

So di un profumo

scolpito nel vetro,

dolce e aggressivo al naso,

per non dimenticarmi.

So di buono

ancora,

so di buono.

S.M. tdr 04/12/16
FOTO : WEB

giovedì 1 dicembre 2016











Viandando
con i passi incerti

e le scarpe alte

a stringere piccole caviglie.

Prosegui,

buttando un piede dietro l’altro.

Il cuore oltre.

Percorri il sogno,

attraversi l’incubo

ché la vita altro non è

che somma di stupore e orrore.

Non vi è riposo,

ma solo attesa.

I viandanti non si fermano mai

a volte aspettano.

S.M: tdr 01/12/16
FOTO : WEB










Tritacarne
Bollito delle valli
o arrosto di pianura?

 “musetto” non finito

o ragù del pin:

avanzi di pranzo,

resti di vita.

Tutto finisce in polpette,

diceva l’infanzia:

un’aggiunta di bechamel a legare.

Gustose e fritte

di vita croccante,

di ciò che più non é.

Tutto passa

dal tritacarne:

rigenera e ricrea.

S.M. tdr 01/ 12/16
foto : web