lunedì 29 maggio 2017















Precious flower


 Shhhh!


Keep silent!


Listen to the voice


of the precious flower….


Chè di colore è suono


ed esplode la sera


di giallo e fucsia


al tramonto


immobile


appare.


Freme di rabbia,


quasi rosso passione,


che il verde stempera


di temperanza.


Quotidiana pazienza


Fai silenzio, ti prego!


Ascolta la voce


del tuo fiore prezioso.


S.M. tdr 29/05/17
foto: mia

martedì 23 maggio 2017









Finisce il ricordo.

L a commemorazione ha inizio.

Rotto è il legame,

il tempo è remoto:

non più ieri,

né dieci o venti anni fa.

Altrove.

Passato.

Commemoriamo

contriti e compunti

i morti del Risorgimento,

che ci hanno uniti.

Quelli della Grande Guerra,

che ci han difesi.

Le mille e mille salme del ’45,

piastrine perse in una nebbia sempre più fitta.

I morti di mafia per ultimi

che non son passato,

ma ci vogliamo illudere lo sia.

Commemoriamoli oggi,

accendiamo i fari

attacchiamo i suoni e i tromboni

e guardiamo all’indietro

e piangiamo:

tutti insieme, dai!

Un applauso

ché ormai i morti si applaudono.

Come i teatranti

si piegano:

scompaiono.

S.M. tdr 23/05/17

lunedì 22 maggio 2017




TRUST

Sono anni


che non stiro più i capelli,


gli stessi


che tu hai perso i tuoi ricci.


Ci siam con-fuse:


assennata e dissennata,


apparenza e sostanza.


Ci siam scambiate lo scalpo


e la vanità


passata a 2 lire


per un futuro da seguire


o un presente da perdere.


Sibilavano serie,


questa sera,


le nostre voci adulte:


piegavamo un paio di ghette rosse


tra jeans e un paio di tacchi così desiderati ...


Ci tenevamo la mano,


forti e lontane.


S.M. TDR 25/05/17

mercoledì 17 maggio 2017











LA CAGE AUX FOLLES

Ho lavorato alla “Cage aux folles”

e ne conosco il testo a menadito:

vissuto e digerito

tra isterie e creazioni.

Mi persi

per amore,

incastrata tra pareti di tralicci

inesistenti.

Sentimenti impuri

da ignorare.

Amai.

Amai talmente forte

che mi finì il fiato.

Mi finì pure l’amore.

Il tuo nome

si appiccicò alla pelle.

Sei

un’idea di bacio

a fior di labbra sognato.

Trampolino

mi fu il tuo pudore,

rimbalzai nel vuoto:

folle di esistenza,

folle come si deve.

Contorta a terra

accarezzo

il segno di te:

morbida pelle,

dal segno viola

ancora inusuale.

S.M. TDR 17/05/17
foto: web

lunedì 15 maggio 2017














TRACCE D'ACQUA



Alla fine

me l’hai attaccata

quella tua malattia

che a ben vedere

non è neppure mia,

ma della nostra genia

che ci scioglie in acqua

mentre la vita va via.

Ci sconquassa il petto

davanti a un niente:

una foto,

uno sguardo,

un lamento,

una voce cadente nel vuoto.

Certi

della nostra nullità

ci sciogliamo nelle acque del nostro nascere.

Incerti

di noi

ci lasciamo andare

naufraghi di navigli in secca.

Fluisce a gocce

da noi

l’essenza.

S.M: tdr 15/05/17

sabato 13 maggio 2017











Ondeggiando

ché i piedi son fermi

come  cavallo di legno

Ricordi?

Spingendo un tasto nascosto dal pollice tosto

si ammosciava

il cavallo,

il pinocchio,

il ciuccio,

il burattino senza senso.

Ondeggiando

allungo le braccia

e mi piego,

ripiegando il senso di me.

Accartoccio il desiderio.

Di vita

osservo

il ritmo del sole

spandersi lento

sul muro di fronte.

S.M.tdr 13/05/17

venerdì 12 maggio 2017



Cammino incerto,

seguo il profilo
bianco.

Passo dopo passo,

ruota dopo ruota

verde, bianco, blu

vuoto

Prima e dopo

sono

dalle …alle …
scompaio

Procedo

passo dopo passo

sguardo dritto:

non ti distrarre.

Non cadere

Non ancora

E’ saccheggio

di catene d’oro e d’argento

di fine pensiero di platino.

E’ frugare

tra carte e lenzuola

tra macchie e prove

Evidenze di reato

Cosa lasci?

cosa tieni?
Pulisci


Restano pensieri osceni

affogati in una pioggia che pare non finire

giù dalla scogliera
senza domani

S.M. tdr 11/05/17

sabato 6 maggio 2017




carte truccate!

spariglio il tavolo.

Lo sbalzo nel vuoto.

Dal mio respiro,

con la lingua sui denti,

mi rendi,

la tua lingua sui denti.

La morte inquieta.

Ribalto il tavolo.

Lo sapevi,

lo sai

che non gioco per il nulla:

dammi la posta.

Scendo a terra,

a te,

a noi.

Accarezzo,

incestuosa,

i capelli, le spalle,

i muscoli forti,

i biondi capelli.

Ricordi o essenza

dell’uomo che eri,

sorella che fui.

Non servii al disegno.

A nulla vale

la stupida parola,

oggi.

Affabulatrice stanca,

tendo la mano:

come uomo a Dio.

Un cielo dipinto da uomo.

S.M. tdr 08/05/17

immagine: web