Shylock
Come seme di carrubo
rinsecchisco.
Color di carne morta.
E poco importa
se avrei potuto essere carato:
misura della purezza
o della cupidigia.
Rinsecchisco,
sentendo l’aria fresca
là fuori,
oltre il baccello spesso.
Costretti i polmoni,
compressi
come la voglia di vita.
Vorrei esplodesse,
rilasciasse
infine,
i semi fecondi.
Invece,
ancora si rattrappisce.
Sempre più secco.
Il seme
sempre più piccolo.
Compatto.
Quasi un diamante.
Nessun fremito,
nessuna vita.
Rimbalza a vuoto il suo rumore,
rotolando
sulla misura del mercante.
Dammi una libbra viva di me.
S.M. tdr 27/02/17

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