Solstizio di città
Sono panni tesi
Tra vicoli antichi
Creati da terrazze moderne
Passano le parole
Tra le finestre aperte d’estate
Lenzuoli lunghi esposti al sole
Di un Sud che è così vicino
Lamentose sono le fanciulle
Replicano dolenti le donne
Soprattutto,
urlano i padri
parole che non vuoi sentire,
ora
mai
Passano i panni sul filo
Raccolti al mattino
Con il tempo che è dato
Siamo pubblico non pagante
Non volente
Indulgente, fino alla fine
fino a quell'attimo prima che la misura si colmi
S.M. © 21/06/16
Poesia inedita
Foto: web

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