giovedì 26 gennaio 2017



RUOTO LA VITA
Del dono

non colgo la forma

ché sostanza

di vita è.

Cosparso di oli

come antichi sudari.

Di carni

fu ultimo riposo;

trattenne in coppa

dolci promesse,

salate di lacrime dimesse

nelle giornate di Pasqua.
Di pasta si fece Cavaliere
accogliendo il succo
trattenendo il gusto.

Un ruoto

di metallo gibboso,

vissuto là dietro,

tra un piatto e un cucchiaio.

Testimone silenzioso,

di mano in mano

ripassa.

Lo tocchi e riparti:

di cibo in vita,

di mano in mano.

Tienimi che ti terrò

S.M. tdr25/01/17

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