RUOTO LA VITA
Del dono
non colgo la forma
ché sostanza
di vita è.
Cosparso di oli
come antichi sudari.
Di carni
fu ultimo riposo;
trattenne in coppa
dolci promesse,
salate di lacrime dimesse
nelle giornate di Pasqua.
Di pasta si fece Cavaliere
accogliendo il succo
trattenendo il gusto.
Un ruoto
di metallo gibboso,
vissuto là dietro,
tra un piatto e un cucchiaio.
Testimone silenzioso,
di mano in mano
ripassa.
Lo tocchi e riparti:
di cibo in vita,
di mano in mano.
Tienimi che ti terrò
S.M. tdr25/01/17

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