Un fascio di luce,
un cono di giallo
gettato sullo scheletro a terra.
Pelle raggrinzita
da tanta luce
riflessa.
Nacque una lingua
morta
che non comunica,
ma ferisce.
Ad ogni suono
una fibra si perde,
si slabbra,
perisce.
Appoggia la lingua sui denti,
lo sai,
sarà suono perfetto:
maleficio del sogno.
Imperfetta realtà.
S.M. tdr 16/01/17
foto:web

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