Finisce il ricordo.
L a commemorazione ha inizio.
Rotto è il legame,
il tempo è remoto:
non più ieri,
né dieci o venti anni fa.
Altrove.
Passato.
Commemoriamo
contriti e compunti
i morti del Risorgimento,
che ci hanno uniti.
Quelli della Grande Guerra,
che ci han difesi.
Le mille e mille salme del ’45,
piastrine perse in una nebbia sempre più fitta.
I morti di mafia per ultimi
che non son passato,
ma ci vogliamo illudere lo sia.
Commemoriamoli oggi,
accendiamo i fari
attacchiamo i suoni e i tromboni
e guardiamo all’indietro
e piangiamo:
tutti insieme, dai!
Un applauso
ché ormai i morti si applaudono.
Come i teatranti
si piegano:
scompaiono.
S.M. tdr 23/05/17

Nessun commento:
Posta un commento