giovedì 15 ottobre 2015



IMMAGINE SCARICATA DA INTERNET
 
VOGLIA DI BLU
 
Dipinse le pareti di blu

Blu oltremare

Un cielo bianco ed aperto sopra il suo sonno ancora di bambina

Suo padre passava quel pennello scuro e scuoteva la testa

La stanza sarebbe stata buia

Tutto quel blu ed una sola finestra

Lo sapeva?

Lo sapeva, lei lo sapeva.

Avrebbe amato la penombra per sempre

Poco chiaro

Poco scuro

A suo agio solo con un lume nelle tenebre

Pietrificata nel buio più nero: incapace di accendere anche l’unica luce capace della sua salvezza

Rimase nel blu

Per anni

Anni di emozioni e suoni tirati al massimo

E poi ridipinse quella stanza, maledicendo quella sua voglia di blu

Ridipinse la sua voglia di emozioni

Quel blu se ne doveva andare

Su quell’intonaco tirato “a civile”,  ogni tanto, ricompariva un puntino di blu.

Lo osservava teneramente

Lasciò quella stanza di sogni infantili per altre più adulte

Passò dal bianco accecante all’azzurro di nuvole di speranza

Si soffermò su di un giallo speranzoso

Il blu la riprese

Ingannò tutti con un’idea di chiaro di fondo

Ma era blu

Il suo blu

Quello che non fa distinguere il chiaro dallo scuro

Quello che non fa distinguere agli altri il chiaro dallo scuro

Lei lo distingueva: occhi nella penombra che scrutavano la luce del mondo.

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