| IMMAGINE SCARICATA DA INTERNET |
VOGLIA DI BLU
Dipinse le pareti di blu
Blu oltremare
Un cielo bianco ed aperto sopra il suo sonno ancora di
bambina
Suo padre passava quel pennello scuro e scuoteva la testa
La stanza sarebbe stata buia
Tutto quel blu ed una sola finestra
Lo sapeva?
Lo sapeva, lei lo sapeva.
Avrebbe amato la penombra per sempre
Poco chiaro
Poco scuro
A suo agio solo con un lume nelle tenebre
Pietrificata nel buio più nero: incapace di accendere anche
l’unica luce capace della sua salvezza
Rimase nel blu
Per anni
Anni di emozioni e suoni tirati al massimo
E poi ridipinse quella stanza, maledicendo quella sua voglia
di blu
Ridipinse la sua voglia di emozioni
Quel blu se ne doveva andare
Su quell’intonaco tirato “a civile”, ogni tanto, ricompariva un puntino di blu.
Lo osservava teneramente
Lasciò quella stanza di sogni infantili per altre più adulte
Passò dal bianco accecante all’azzurro di nuvole di speranza
Si soffermò su di un giallo speranzoso
Il blu la riprese
Ingannò tutti con un’idea di chiaro di fondo
Ma era blu
Il suo blu
Quello che non fa distinguere il chiaro dallo scuro
Quello che non fa distinguere agli altri il chiaro dallo
scuro
Lei lo distingueva: occhi nella penombra che scrutavano la
luce del mondo.
Nessun commento:
Posta un commento