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LA COLONNA SONORA
Forse era iniziato tutto da un vecchio
juke box che suonava in quel baretto costruito sul limite della sabbia, poco
prima della spiaggia.
Una monetina spesa per sentire
il disco di quell’estate.
1974
Una musica che si sentiva in
continuazione, una ballata semplice ed orecchiabile con parole nuove che tutti quelli
più grandi potevano aver detto e pensato almeno una volta.
Le piaceva quella musica
semplice e facile da cantare; soprattutto le piacevano quelle parole che sentiva
vicine a quello che credeva di poter provare: prima o poi sarebbe successo
anche a lei.
Non era ancora il tempo del suo piccolo grande amore.
Banale, di quella banalità che
permea la nostra vera vita.
La nostra vita quotidiana:
povera, reale e vera.
Sarebbe stata la colonna sonora
costante di tutto quel lungo periodo tumultuoso che partiva partito da quegli undici
anni fino alla sua vera ed autentica gioventù.
E oltre.
Anche se Oltre, è un’altra storia.
Si rivedeva, accoccolata ad ascoltare il mare, sognante e persa in quella nenia quasi
ripetitiva, insieme alla sua amica, ascoltando i suoi ricordi di quei primi
amori: ancora incosciente della sua femminilità.
I pomeriggi di Sabato a Milano
avevano anche un sapore malinconico, accompagnati da un lamento che già
suggeriva che nulla avrebbe mai più potuto essere uguale. Non sapevano ancora
cosa voleva dire ma iniziavano a capire che si poteva soffrire dei loro stessi
bei sentimenti.
Un velo cupo la avvolse, SOLA quando lei partì e la solitudine fu
il leit motiv di quella stagione. L’avrebbe seguita per sempre, era ancora lì in
quel momento, seduta su una sedia di cucina, le spalle protette da mura solide,
il cuore rotto di malinconia.
Un risveglio quasi adulto,
conscio della vita che passava, ma che per lei era adesso. Gli occhi colmi di
lacrime di emozione mentre guardava un tramonto, con suo padre vicino, con la
loro pioggia negli occhi e nei pensieri. Con la consapevolezza che non poteva e
non avrebbe mai potuto salvare tutti i vecchi che le sarebbero passati accanto.
Con la consapevolezza che non avrebbe potuto salvare neanche se stessa.
Aspettando presente e futuro.
Vedeva la sua sigaretta brillare
rossa sotto le luci delle sua periferia e sentiva la rabbia salire, quella che
voleva farla andare via: una voglia di fuga che le sarebbe rimasta dentro.
Fuggire, fuggire da tutti e per
sempre.
Fuggire per ritrovare
quell’azzurro scalzo in cielo ed il vento di Marzo… fuggire per ritrovare uno
sguardo preciso perso in una fotografia.
Nelle fotografie della sua
memoria, forse.
Fermo immagine.
Non sarebbe mai fuggita.
Un’altra scena, quella di uno
stadio pieno di gente e lei che cantava a squarciagola provando a seguire suoni
e parole.
Parole.
Soprattutto parole.
Parole che ricordava una per
una, anche senza volere.
Riprese in tutti i suoi diari,
nelle lettere che scriveva, nelle poesie da adolescente, anche in quelle che
poi avrebbe ripudiato!
Suoni che la cullarono infinite
volte.
Una colonna sonora.
Dolce ed in crescendo, come è la
mia vita.
Dimenticando il buio;
dimenticando il passato, dimenticando l’orrore.
Parole di banale speranza.
Il resto, tutto il resto, gli
altri suoni e le altre parole, quelle mature, fatte di sangue e di fatica, di
passione, di sensualità, quelle parole sarebbero state parte di un’altra
storia.
Citazioni sparse e melodie
infinite.
Oggi, per curiosità, ascolta
tutto e poi sceglie.
Musiche e vocalità: le parole
sono passate in secondo piano, le ascolta solo se veramente importanti.
Il tempo l'aveva resa pigra.
Se, sintonizzando la radio
durante un viaggio, percepisce una parola, anche una sola parola di quei
momenti, si ferma: è la sua colonna sonora e la ascolta sempre con il sorriso
sulle labbra; le parole cantate e
ritmate arrivano dirette dalla memoria
di quei momenti all’oggi.
Dalla pancia alle labbra.
Dal cuore al cervello.
Questa sera ancora.
voglio andar via, i sogni
cercano dove, ma via!
Accocolati ad ascoltare il mare lo ricordo bene, Claudio Baglioni...come dimenticare quei momenti trascorsi ad ascoltarlo!
RispondiEliminaun ricordo è un ricordo da condividere
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