lunedì 24 ottobre 2016










Non partirà mai questa lettera,
non decolla
verso frasi di tramonto
illuminate del fuoco
di questa stagione.

Quando scrissi quell’ultima lettera, penna tra le dita?

Non posso darti un dono
per un per-dono.

Poteva essere un mazzo di fiori,
ma avrei colto ortiche
insieme a quei fiori di campo
di semplice piacere.
Anche le mani avrei ferito
co
me so ferire il cuore.

Quante volte mi pento per non saper guardare?

Non c’è dono,
non sei un uomo
che ne misura il valore
quando da e quando prende.

Quante volte ancora non troverò la misura?

E qui mi fermo,
che nulla d’altro ti posso dire
e forse niente
ti posso far sentire.
Quante volte, quante volte ancora?

S.M. tdr 24/10/16

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